Mentre una rondine non fa primavera, una farfalla fa subito estate, almeno in Italia e nelle regioni temperate.
La farfalla è leggera, elegante, effimera, anche se, come succede spesso, in realtà ci sono specie longeve che vivono fino a un anno e ci sono specie notturne piuttosto brutte o dall’aspetto pesante e tutt’altro che leggiadro.

A proposito di farfalle notturne, un’immagine comune in tutte le civiltà è la falena che si avvicina alla fiamma e brucia.
La Bhagavad-gita cita questa immagine:

“Come le
falene con crescente slancio
Entrano nel fuoco ardente per perirvi,
Proprio così tutti costoro [gli uomini, i guerrieri], con impeto crescente,
Entrano nelle tue bocche per perirvi.” 11,29
(Trad. Stefano Piano)

La farfalla rappresenta quindi anche la provvisorietà della vita e l’ineluttabilità della morte, quasi sempre improvvisa, soprattutto nelle civiltà antiche dove il beneficio di morire di vecchiaia era riservato a pochi. Un beneficio che nella civiltà moderna, sempre più lontana dalla natura, sta diventando sempre più dubbio: per chi non muore di incidente stradale, incidente sul lavoro, infarto o malore improvviso, la prospettiva più probabile è data da qualche giorno o qualche settimana di degenza in ospedale, intubato e attaccato a macchine e congegni che lo tengono in vita artificialmente fino all’ultimo. Non è necessariamente un progresso.

Chi ti ama ti cerca
In Giappone la farfalla rappresenta l’anima. Secondo una leggenda giapponese quando una farfalla entra in casa, la persona che ami di più sta per venire a trovarti.
Gli sciami di numerose farfalle invece sono considerati un cattivo presagio.
Sempre in Giappone la farfalla rappresenta la bellezza e la leggiadria della donna. Due farfalle che volano insieme rappresentano la felicità matrimoniale.

I cambiamenti, le trasformazioni
Un altro aspetto importante del simbolismo della farfalla è rappresentato dalle sue metamorfosi: uovo, bruco, crisalide nel bozzolo e infine farfalla.

Questa metamorfosi può simboleggiare molte cose: la trasformazione di ogni aspetto materiale, le fasi della vita umana, la rinascita, la reincarnazione, la vita spirituale.
Il bruco nasce, si sviluppa e svolge una grande vita attiva, talvolta anche come insetto dannoso, rovinando le piante coltivate dall’uomo. Poi fila il bozzolo, si ritira e rinasce come farfalla.

La crisalide è la potenzialità dello sviluppo spirituale; la farfalla è la rinascita in un nuovo stadio superiore.

Sarto, calzolaio o guardiano dei buoi?
Nella tradizione dello Yoga, la farfalla viene chiamata Goraksasana (la posizione di Goraksa, il guardiano dei bovini, che contempla anche varianti contorsionistiche) e Baddha Konasana (posizione ad angolo legato, in cui la legatura allude al fatto che i piedi sono uniti).
In italiano prende il nome di farfalla per la sua variante dinamica, in cui si alzano e abbassano le ginocchia tenendo uniti i piedi con le mani. Prende anche il nome di posizione del ciabattino o del sarto perché è la posizione in cui si mettevano anticamente sarti e calzolai, usando i piedi congiunti come appoggio per il materiale che stavano lavorando.

Ciabattino, nellomonima posizione

Ciabattino, nell'omonima posizione

Baddha Konasana è una posizione fondamentale per preparare alle principali posizione sedute perché è importante per aprire le anche. Per chi ha le anche rigide va intrapresa con costanza e lunga pazienza: se le prime volte le gambe restano a 45 gradi rispetto al pavimento, possono volerci almeno tre anni di paziente pratica quasi quotidiana per portare le ginocchia a contatto del pavimento. È importante notare che, secondo l’insegnante e autore americano Paul Grilley, in alcuni casi il progresso verso il pavimento potrebbe essere impossibile a causa della forma della testa del femore, quindi in quel caso, bisogna rassegnarsi: chi non fa più progressi potrebbe aver raggiunto un limite insuperabile a causa della conformazione ossea di anca e bacino.

Esecuzione ideale, con le ginocchia che arrivano a terra

Esecuzione ideale, con le ginocchia che arrivano a terra

In preparazione del loto
Baddha Konasana è fondamentale anche per la preparazione a Padmasana, la posizione del loto. Questa posizione riesce con facilità solo a chi ha, per natura o allenamento, le anche aperte, muscoli e tendini flessibili, e le gambe molto magre. In tutti gli altri casi occorre molto tempo, molta pazienza e molta prudenza per non danneggiare le cartilagini delle ginocchia. Per un occidentale ci possono volere diversi anni di pratica per riuscire a sedersi agevolmente in Padmasana, e in alcuni casi potrebbe essere impossibile, a causa della forma della testa del femore o della grossezza di polpacci e cosce. Lo scrivo perché Padmasana è probabilmente la singola posizione responsabile del maggior numero di infortuni nello yoga (che sono molto rari), e questo avviene principalmente perché si cerca di assumerla forzando le ginocchia. Per gli occidentali è anche una specie di posizione status symbol, e spesso allievi e insegnanti appena entrati in sala pratica, si affrettano ad assumerla per far vedere quanto sono progrediti e da quanto tempo praticano. Vale la pena di apprenderla e praticarla solo se si intende fare meditazione, perché è probabilmente la posizione più stabile in assoluto quando si è seduti.
Caviglie e anche flessibili sono importanti per tutelare il ginocchio, che a volte viene forzato perché le articolazioni del femore e del piede sono troppo rigide per assorbire parte del movimento di torsione richiesto.

Quindi, prima di provare ad assumere la posizione del Loto è utile perfezionare bene Baddha Konasana, lavorando in parallelo anche sulla flessibilità di piedi e caviglie (rotazione della caviglia, posizioni di equilibrio, posizioni in piedi come Trikonasana e Virabhadrasana). Se le ginocchia non arrivano a toccare il pavimento, è possibile che Padmasana sia al di fuori della propria portata, salvo il caso, già detto, di gambe molto magre o molto lunghe. In questo senso, per molte persone la farfalla è un passaggio indispensabile per arrivare al loto. Una specie di metamorfosi obbligatoria.
Altre simbologie degli asana cliccando qui.

L’albero – Simbologia di Vrksasana

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Yogasutra - Lo yoga reso facile
A cura di:
Gianni Da Re Lombardi

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