Centro Prana Yoga Wall a Parma
Pubblicato il 12-06-2013 da Gianni Da Re Lombardi in News 0 Commenti/Lascia il tuoNuovo centro yoga a Parma. Il Centro Prana Yoga offre corsi su diversi stili di yoga: Vinyasa Yoga, Hatha Yoga, Vinyasa Flow e Yoga Wall. Grazie all’attrezzatura dedicata, Yoga Wall è la disciplina principale del centro.
Qui tutte le informazioni:
Manipura, il chakra dell’energia e del calore. Simbologie, asana e tradizione
Pubblicato il 10-06-2013 da Gianni Da Re Lombardi in chakra 0 Commenti/Lascia il tuoManipura significa città dei gioielli. Secondo alcune tradizioni questo chakra è situato nella regione lombare, all’altezza dell’ombelico e per questo viene chiamanto anche Nabhi-chakra, il chakra dell’ombelico. Secondo altre tradizioni è situato all’altezza del plesso solare, ovvero poco più sopra, nella zona fra ombelico e diaframma. Plesso etimologicamente significa “reticolo, intreccio”: nella zona del plesso solare si trovano tantissime terminazioni nervose che rispecchiano e provocano cambiamenti d’umore e stati d’animo a seconda delle condizioni del nostro cuore, del cibo che mangiamo, della digestione, dei problemi correlati. È noto che chi ha problemi digestivi o di fegato ha un brutto carattere, e d’altra parte avere un brutto carattere oppure essere eccessivamente ansiosi, paurosi, reattivi o iperattivi porta spesso a problemi digestivi, temporanei o cronici.
Il plesso solare è anche la parte più calda del corpo, quello da cui si origina tutta l’energia partendo dall’alimentazione. Ecco perché, quando siamo nervosi, quando abbiamo freddo o quando ci sentiamo indeboliti, un po’ di calore proprio in questa zona ci fa sentire subito meglio. Il risultato si può ottenere con rimedi semplici come bere una bella tisana calda o appoggiare una fonte di calore come la borsa dell’acqua calda proprio sulla parte alta della pancia. Il calore più piacevole è quello di un abbraccio. E il piacere che avvertiamo è il piacere della distensione e del rilassamento, un piacere che ci distende effettivamente con un beneficio reale e sensibile.
Manipura è il terzo chakra contando dal basso e presiede al processo digestivo e agli organi della digestione. Esercita la sua influenza anche sul sistema nervoso e sul sistema immunitario, come è logico aspettarsi, visto che l’alimentazione ha un grande impatto sia sugli stati d’animo, sia sulle capacità di difesa dell’organismo, sia sul benessere e la salute generale.
L’esterno diventa interno.
La digestione rappresenta simbolicamente la capacità di assimilare l’universo esterno, anche attraverso quello specchio talvolta deformante del mondo esterno rappresentato dai nostri pensieri. Attraverso Manipura digeriamo il mondo esterno sia con l’alimentazione, sia con le nostre percezioni sensoriali.
Altri organi e funzioni correlate a questo chiakra sono gli occhi e la vista. Analogamente alla digestione, la vista è il senso attraverso il quale riceviamo molte delle informazioni del mondo esterno. Con la digestione riceviamo l’energia del cibo, attraverso gli occhi riceviamo l’energia delle informazioni visive, quelle che, soprattutto nel mondo moderno, restano più facilmente impresse nel sistema nervoso e spesso ci turbano di più.
Manipura è anche il centro delle intuizioni, quelle intuizioni oscure, non razionali che ti segnalano un problema, un pericolo, oppure un’opportunità non chiara e non ancora comprensibile alla ragione. Sono le famose sensazioni che arrivano “dalla pancia”, ciò che gli anglosassoni chiamano “gut feeling”.
Manipura è abbinato al sole e il suo elemento è il fuoco. Attraverso il controllo di Manipura si ottiene il controllo su tutto il corpo.
Manipura è rappresentato da un loto dorato con dieci petali. Questi simboleggiano 1. ignoranza spirituale; 2. avidità; 3. gelosia; 4. tradimento; 5. vergogna; 6. paura; 7. disgusto; 8. illusione; 9. stupidità; 10. tristezza. Tutti questi problemi sentimentali ed emozionali devono essere superati per poi passare alla purificazione del chakra successivo, quello del cuore.
Secondo la Shiva Samhita chi medita su Manipura può ottenere poteri straordinari, fra cui camminare sottoterra, entrare nel corpo di un’altra persona, fabbricare l’oro e scoprire tesori.
Manipura
- Significato del nome: città dei gioielli.
- Colore: giallo
- Localizzazione: all’altezza dell’ombelico; oppure fra l’ombelico e il diaframma;
- Temi emotivi correlati: Crescita personale ed espansione; potere, paura, ansia, introversione, stress e paura del cambiamento.
- Simbolo Loto con dieci petali, in cui è inscritta un triangolo rovesciato.
- Mantra Ram
- Animale Ariete, simbolo maschile della forza e dell’irruenza che nell’induismo è anche assimilato al fuoco
- Dei correlati Rudra, Lakini Shakti
- Organi correlati sistema digestivo, occhi, ano
- Organo di senso Vista
Manipura è il centro del potere personale e fisico. Rappresenta anche il desiderio di inglobare in sé l’universo. Questo può trasformarsi in ingordigia alimentare oppure nel suo analogo metaforico: la fame di informazioni o la sete di potere e ricchezza. La sete di potere e ricchezza si è sempre manifestata in tutte le civiltà ed epoche. La fame di informazioni è invece relativaente più recente. Mentre anticamente poteva manifestarsi in curiosità eccessiva e inclinazione ai pettegolezzi, successivamente si è incarnata nel divoratore compulsivo di libri e nel topo di biblioteca. Oggi la versione più moderna è il divoratore di contenuti digitali, la persona che naviga compulsivamente in sul web e nei social network con l’ansia di non perdere informazioni importanti, il dipendente da videogiochi, comprese le scommesse online, il dipendente da siti porno. Un’altra forma di fame patologica è l’assunzione di droghe: spesso è un modo pericoloso e sbagliato per cercare di risolvere problemi emotivi e sentimentali.
In questo chakra bisogna trovare l’equilibrio fra realizzare passivamente il proprio karma oppure realizzare attivamente il proprio dharma, lo scopo ultimo della nostra vita. Nel primo caso è l’esecuzione di un disegno proveniente dal passato, nel secondo la realizzazione di un percorso per il futuro. Un po’ come, nel grande mare della vita, lasciarsi andare passivamente alla corrente oppure orientare le vele per usare il vento e le correnti per andare in una particolare direzione.
Asana per Manipura
Makarasana – La posizione del coccodrillo è un asana di rilassamento che aiuta a portare la propria attenzione sulla respirazione addominale. Ci si sdraia sul ventre con le gambe divaricate, le punte dei piedi rivolte verso l’esterno, e la fronte appoggiata sul dorso delle mani. I piedi e i gomiti rivolti verso l’esterno possono ricordare le corte zampe del mostro marino Makara, somigliante a un coccodrillo. La pressione del pavimento sul plesso solare fa espandere l’addome lateralmente e posteriormente mentre inspiriamo, consentendoci di osservare la respirazione addominale in modo diverso dal solito. Normalmente infatti è difficile rendersi conto dell’espansione laterale e posteriore, perché l’espansione in avanti prevale su quella nelle altre direzioni.
Makarasana II (versione di Satyananda) – La sfinge è una posizione non ben codificata dai sistemi yoga che può essere considerata una variante di makarasana o una variante del cobra. Il sistema di Swami Satyananda Saraswati la chiama Makarasana e la posizione si tiene appoggiando i gomiti per terra e il mento sulle mani, come per guardare la tv o per leggere sdraiati sulla pancia. La variante che prende il nome di sfinge prevede di sdraiarsi sul ventre e successivamente sollevare la testa e le spalle appoggiandosi sui gomiti, come il famoso monumento egizio. Gli avambracci sono distesi sul tappetino e se possibile sono paralleli (se ci sono problemi alle spalle, non tutti riescono: lasciarli convergere, lasciando che le punte delle dita delle due mani si tocchino). Le spalle vanno un po’ indietro e si allontanano dalle orecchie. La testa è ben eretta, evitando però di tirarla indietro. Questa posizione fa molto bene a chi ha piccoli problemi di schiena. È preparatoria per il cobra ma, a differenza del cobra, può essere praticata da tutti, salvo chi ha il ventre eccessivamente prominente e le donne in gravidanza.
Matsyasana – La posizione del pesce viene normalmente fatta eseguire come contro posizione di Sarvangasana, la candela. Sdraiati sulla schiena, si puntano i gomiti per terra e si solleva l’intero arco vertebrale, appoggiando quindi sul coccige, sulla nuca e sui gomiti. I praticanti più avanzati possono eseguire l’asana sollevando i gomiti per portare le mani giunte sul petto, e possono tenere le gambe in padmasana (posizione del loto). La posizione stimola la circolazione e tonifica l’intera colonna vertebrale. Eseguita nella posizione del loto, stimola la circolazione a livello del bacino e del basso ventre, rallentando la circolazione delle gambe. Il movimento per entrare e uscire dalla posizione deve essere praticato con controllo e attenzione per non danneggiare la spina dorsale a livello del collo. È consigliabile eseguire la posizione nella prima metà della pratica, ed eseguire diverse torsioni alla fine della pratica per compensare eventuali eccessi.
Gomukasana – La posizione del muso di vacca migliora il portamento, massaggia la parte alta della spina dorsale, scioglie le spalle, apre i polmoni e stimola gli organi sessuali. La parte delle spalle si può eseguire seduti in qualsiasi posizione, anche su una sedia. Tenendo lo sguardo in avanti e la testa eretta, si porta verticale il braccio sinistro, si punta il gomito verso il soffitto piegando l’avambraccio verso la schiena, quindi si cerca di toccare le dita dell’altra mano dietro la schiena. Importante: se le dita non si toccano, NON bisogna forzare ma si può usare un fazzoletto, una cintura o un righello tenuto tra le mani. Tutti i muscoli delle spalle vengono stirati e stimolati.
Se si è seduti per terra, si accavalla una gamba sopra l’altra: la gamba corrispondente al braccio sollevato sta sopra. Se non si riesce ad accavallare le gambe, si può stare seduti sui talloni, oppure con le gambe incrociate. La posizione non ha controindicazioni, a patto di non voler forzare. Se si cerca di forzare si rischia di farsi male alle articolazioni delle spalle. Ripetere dall’altro lato. Se c’è una forte differenza fra i due lati, eseguire prima il lato più rigido, poi l’altro lato, poi di nuovo il lato più rigido.
Ardha Matsyendrasana - La posizione del saggio Matsyendra è una torsione seduta. Nella versione semplificata è più facile eseguirla che descriverla per cui è meglio confidare su foto e illustrazioni oppure cercarla su Internet. Come tutte le torsioni, tonifica la spina dorsale e il sistema digestivo. La versione completa (”Matsyendrasana” senza “Ardha” davanti, che in questo caso vuol dire “metà” nel senso di parziale, facilitato) prevede di tenere le gambe nella posizione del loto, cosa che solo praticanti estremamente avanzati – e molto sicuri delle proprie ginocchia – sono in grado di fare in questa posizione. Il tallone interno che preme nell’addome accentua l’effetto della posizione sugli organi addominali. La versione facilitata invece non ha particolari controindicazioni: basta non forzare la torsione se si è principianti o un po’ rigidi.
Yantra di Manipura
- Manipura viene rappresentato con un loto con dieci petali, giallo oro (in alcune tradizioni è blu-grigio, del colore delle nuvole cariche di pioggia).
- All’interno un triangolo con il vertice verso il basso, che rappresenta il fuoco, ovvero il movimento e l’energia.
- Il bija mantra è ram
- L’animale è l’ariete, simbolo maschile di forza ed energia.
- Nei dieci petali ci sono le lettere ḌA, ḌHA, ṆA, TA, THA, DA, DHA, NA, PHA.
- Le due divinità del Chakra sono Rudra e Lakini Shakti.
- Rudra è rosso fuoco, ma coperto di ceneri bianche su tutto il corpo. Le sue mani sono in Varada-mudra (gesto dell’abbondanza) e Abhaya-mudra (protezione dalla paura).
- Lakini Shakti è la benefattrice di tutti. Il suo corpo è radioso, di pelle scura (blu). Indossa un abito giallo ed è adornata da numerosi gioielli. Ha quattro braccia. Una mano è in Varada-mudra, una in Abhaya-mudra, in una tiene un’arma e in un’altra tiene un fulmine.
Questo articolo è stato pubblicato su Yoga Journal Italia.
Qui l’introduzione generale al tema dei chakra nella tradizione dello yoga.
Teoria dello yoga: Pranayama, il respiro e la sua influenza sul corpo
Pubblicato il 09-06-2013 da Gianni Da Re Lombardi in Eventi, Formazione, Scritture tradizionali, Tradizione 0 Commenti/Lascia il tuoLezione teorica di Yoga
TEMA: La quarta tappa del sentiero delle 8 membra di Patanjali: Pranayama
Sabato 18 giugno 2013 dalle 11.00 alle 12.30
Approfondiremo la nostra conoscenza del sistema respiratorio a livello anatomico, vedremo come funzionano i muscoli della respirazione e daremo una definizione di respiro e di Pranayama. Poi scopriremo quali sono le differenze fra la definizione di Pranayama di Patanjali e quella dell’Hatha Yoga Pradipika e quindi vedremo i concetti di inspiro, espiro e ritenzione del respiro e gli otto Pranayama della tradizione, per poi comprendere cosa sia il prana, quali sono i prana contenuti nel corpo e quali le loro funzioni, e concluderemo con le nadi, i canali dove il prana scorre nel nostro corpo. Un interessante viaggio di approfondimento per tutti coloro che nell’arco dell’anno si sono appassionati al respiro e al pranayama che includiamo sempre nelle nostre lezioni.
Contatto: Mariana o Monic
Telefono: 389 1082145
mail: yoghiamo@gmail.com
Il seminario è a numero limitato. È necessario prenotare.
Per maggiori info sulle lezioni di teoria dell o yoga clicca qui.
Costo per i soci: €10/ per i non soci: €10 €10 (tesseramento valido solo per master class, yoga donna e lezioni teoriche) o €15 per partecipazione singola
Yogamilan Via Signorelli 4, 20154 Milano
La Scuola YOGAMILAN è situata nel centro di Milano, in zona Sempione. È raggiungibile facilmente dalle fermate Moscova e Garibaldi della Linea 2 (Verde) della Metropolitana Milanese.
Inoltre la Scuola è raggiunta dai tram linea 1, 3, 4, 7, 11, 12 e 14.
La via della yogini, seminario di Kundalini Yoga
Pubblicato il 05-06-2013 da Gianni Da Re Lombardi in Eventi, Formazione, Yoga e donna 0 Commenti/Lascia il tuo“LA VIA DELLA YOGINI”, seminario di kundalini yoga
lunedì 10 giugno dalle ore 19 alle ore 21
la yogini incarna la sacra forza del femminino: è la via della comprensione del trascendente e dell’introspezione mistica.
Questo seminario è l’ultimo del ciclo di incontri “Essere Donna. Otto Lune insieme sul femminile con il Kundalini Yoga e la Meditazione”, secondo gli insegnamenti di Yogi Bhajan.
Con Sangeet Kaur
Tutte le donne possono partecipare, anche coloro che non hanno mai praticato.
Vi preghiamo di confermare la vostra presenza con sms al 339.4732767 (dalle 14 alle 16) o via email (info@kundaliniflow.com).
Cerdi Kala Yoga: via Tito Livio 23, 20137 Milano (MM3 Piazzale Lodi, autobus 84, 91, 92, tram 16);
QUOTA DI PARTECIPAZIONE: 25 euro
Yoga per la donna: “Ciclo femminile e fasi lunari”
Pubblicato il 28-05-2013 da Gianni Da Re Lombardi in Eventi, Yoga e donna 1 Commento/Lascia il tuoYoga per la donna
Sabato 8 giugno 2013 dalle 10.30 alle 13.00 a Milano
“Ciclo femminile e fasi lunari”
Impariamo a conoscere il nostro ciclo mestruale, a distinguere le varie fasi osservando come esse sono collegate con le fasi lunari (Luna piena, calante, nuova e crescente). L’incontro propone un viaggio attraverso le fasi lunari e del ciclo femminile, utilizzando la pratica di Asana, Pranayama e Tecniche Meditative per alleviare quei disturbi tipici di ogni fase e per imparare a vivere più in armonia con la natura e con noi stesse.
Negli incontri di Yoga per la Donna si lavorerà su posizioni specifiche che aiutano la donna ad alleviare disturbi tipici del ciclo femminile e della menopausa quali dolori mestruali, ansietà, insonnia, cambiamenti di umore, irritabilità, depressione, ecc. Gli incontri saranno dedicati in particolare alla pratica di quelle posizioni che stimolano e rivitalizzano le ghiandole responsabili della produzione ormonale, ovvero le ovaie e l’ipofisi. Infatti, con l’arrivo della menopausa si verifica un abbassamento del livello ormonale, con la conseguente apparizione di una serie di disturbi quali le vampate di calore, l’irritabilità e i cambiamenti di umore.
Incontro aperto a donne di tutte le età, anche senza una precedente esperienza di yoga. Conduce: Susanna San Pietro
Contatto: Mariana o Monic
Telefono: 389 1082145
mail: yoghiamo@gmail.com
Il seminario è a numero limitato. È necessario prenotare.
Per maggiori info clicca qui.
Costo per i soci: €20/ per i non soci: €20 €10 (tesseramento valido solo per master class, yoga donna e lezioni teoriche) o €25 per partecipazione singola
È possibile effettuare il pagamento in contanti, con assegno, per mezzo bonifico bancario mandando il CRO via mail (IBAN: IT30Z0103001613000000377955, intestato a Yogamilan asdc).
Yogamilan Via Signorelli 4, 20154 Milano
La Scuola YOGAMILAN è situata nel centro di Milano, in zona Sempione. È raggiungibile facilmente dalle fermate Moscova e Garibaldi della Linea 2 (Verde) della Metropolitana Milanese. Inoltre la Scuola è raggiunta dai tram linea 1, 3, 4, 7, 11, 12 e 14.
Meditazione camminata a Milano, ogni giovedì, Parco Sempione
Pubblicato il 21-05-2013 da Gianni Da Re Lombardi in News 0 Commenti/Lascia il tuoMEDITAZIONE CAMMINATA
Da giovedì 16 maggio 2013 tutti i giovedì alle 21.15
Meditazione camminata significa camminare non per arrivare, ma semplicemente camminare, radicandosi nel momento presente attraverso la consapevolezza dei nostri piedi e del loro ancoraggio al terreno, coordinando la respirazione con i passi. Normalmente camminiamo (spesso di corsa) per arrivare da qualche parte, lasciando sul terreno la nostra ansia e la fretta. Nella meditazione camminata lasceremo andare i pensieri sul futuro e sul passato, tutto quello che affolla la nostra mente e saremo consapevoli solo del momento presente, del famoso qui e ora, ascoltando e guardando tutto quello che ci circonda, imparando a lasciare un’impronta diversa sulla terra che tocchiamo, apprezzando il fatto di essere vivi, presenti, in salute e in grado di camminare.
Thich Nhat Hanh ha detto: “Abbiamo tutti la tendenza a fare la lotta contro il tempo, nel nostro corpo e nella nostra mente. Crediamo che la felicità esista soltanto nel futuro. Perchè non toccarla nel momento presente? Sappiamo quale è la destinazione finale di tutti noi. Perchè affrettarci? Perchè non fare un passo nella direzione della vita che è già nel momento presente? La pace è a ogni passo. Siamo arrivati. Siamo in contatto con le meraviglie dell’universo”.
Partiremo da scuola e andremo verso il parco. Vi aspettiamo!!!
Contatto: Mariana o Monic
Telefono: 389 1082145
mail: yoghiamo@gmail.com
QUANDO: tutti i giovedì dalle 21.15 alle 22.00
COSTI E MODALITA’ DI ISCRIZIONE: offerta libera con l’acquisto della tessera associativa (€15)
DOVE: c/o la scuola YOGAMILAN – Via Signorelli 4, 20154 Milano
La Scuola YOGAMILAN è situata nel centro di Milano, in zona Sempione. E’ raggiungibile facilmente dalle fermate Moscova e Garibaldi della Linea 2 (Verde) della Metropolitana Milanese.
Inoltre la Scuola è raggiunta dai tram linea 1, 3, 4, 7, 11, 12 e 14.
“Il cellulare fa alzare la pressione; lo yoga l’abbassa”
Pubblicato il 21-05-2013 da Gianni Da Re Lombardi in Pressione alta, Yoga e mondo moderno 0 Commenti/Lascia il tuoPressione arteriosa alta, ipertensione, cause e rimedi: se ne discute al 28th Annual Scientific Meeting of the American Society of Hypertension (ASH) che si tiene a San Francisco dal 15 al 18 maggio 2013.
Tra gli oltre 200 studi presentati al meeting, uno mette in evidenza come l’uso del telefonino possa causare un aumento della pressione; un secondo mostra invece come, per contro, lo yoga possa favorire l’abbassamento della pressione; infine un terzo studio sottolinea come nonostante i soggetti ipertesi abbiano l’impellente necessità di ridurre l’apporto di sodio (sale) nella dieta, possano invece essere soggetti a un aumento del desiderio di cibi più salati.
Tutto l’articolo qui: La Stampa – Il cellulare fa alzare la pressione; lo yoga l’abbassa.
Svadhisthana, il chakra della creatività e del sesso. Simbologie, asana e tradizione
Pubblicato il 16-05-2013 da Gianni Da Re Lombardi in chakra 1 Commento/Lascia il tuoSvadhisthana è il chakra della creatività e del sesso. Da questo chakra parte l’espansione della personalità, ma anche la necessità, molto umana, di trovare un contatto creativo, quindi anche sociale, con gli altri. Un contatto creativo può andare da qualcosa di apparentemente molto prosaico e quotidiano come condividere il cibo, magari dopo averlo procurato o preparato insieme, fino ad avere un figlio. Da qui l’importante collegamento fra il sesso, lo sviluppo della personalità e la creatività in tutte le sue forme.
Svadhisthana si trova molto vicino a Muladhara, con cui condivide parte della sua giurisdizione fisica e spirituale. Se Muladhara sta fra l’ano e i genitali, Svadhisthana sta alla base del pene nell’uomo, e in corrispondenza della vagina nella donna. Alcune tradizioni situano Svadhisthana un po’ più su, fra i genitali e l’ombelico, nello spazio fra l’osso pubico e il coccige. L’area comunque è sempre quella.
Per la sua vicinanza a Muladhara e agli organi sessuali, Svadhisthana è associato anche all’inconscio e alle emozioni cioè i potentissimi motori e influenzatori della creatività e della personalità. Qui riposa, dormiente, il karma delle vite passate, sempre pronto a risvegliarsi. I suoi semi, quando germogliano, spontaneamente oppure perché stimolati, ci inducono a realizzare quello che è scritto nel nostro passato oppure a subirne le conseguenze positive o negative.
Il karma può essere assimilato e comprendere il nostro inconscio, cioè la memoria non consapevole, o parzialmente consapevole, di tutto quello che abbiamo vissuto, visto, ascoltato o toccato nella nostra vita a cui si aggiungono emozioni istintive, tempeste ormonali, reazioni di sopravvivenza sepolte nel nostro codice genetico o ereditate dalle generazioni precedenti. Il concetto di inconscio è stato individuato dalla filosofia occidentale solo nel XVIII secolo e successivamente definito consapevolmente da Sigmund Freud, mentre circa duemila anni fa veniva già illustrato da Patanjali nei suoi Yogasutra. Egli infatti ha descritto nel Sadhana Pada, il Libro della Pratica, il ruolo del karma e dei klesa nello stato di malessere e tensione tipico della condizione umana. L’inconscio, ovvero uno dei componenti fondamentali del karma, è uno dei principali motori delle nostre azioni, che spesso sono più al di fuori del nostro controllo di quanto amiamo credere.
L’acqua e la vita.
Svadhistihana, anche per la vicinanza con le reni e gli organi sessuali, è associato con l’acqua, il suo ciclo vitale e con il suo ruolo nella riproduzione e la continuazione della vita.
Svadhisthana, nel percorso spirituale, è un chakra critico, perché è l’area dei desideri sessuali, che devono essere dominati e sublimati per consentire l’evoluzione: difficilmente l’evoluzione spirituale è alla portata degli adolescenti, fase della vita in cui le forze di Svadhisthana sono particolarmente attive, talvolta con grande turbolenza. Oltre che con gli organi sessuali, questo charka è associato anche con la lingua e il gusto, fortemente coinvolti con il piacere e la sessualità, oltre che con l’alimentazione.
Ulteriori organi associati con Svadhisthana sono i testicoli per gli uomini e le ovaie per le donne. Si tratta degli organi che producono gli spermatozoi e gli ovuli, rispettivamente, quindi i produttori delle vite future per tramandare il codice genetico, che può essere considerato una forma di registrazione e trasmissione del karma degli antenati. Un aspetto affascinante del DNA è che in qualsiasi essere oggi vivente, c’è stata una trasmissione continua e senza alcuna interruzione per miliardi di anni dalle prime cellule viventi fino ad oggi. Quindi fra i nostri nonni tutti abbiamo qualche rettile e qualche pesce.
Le mani per creare
Oltre agli organi sessuali, la lingua e il gusto, anche le mani sono collegate a questo chakra: si tratta di due parti del corpo fondamentali per creare ma anche per distruggere, e anch’esse con potenti connotazioni sessuali: le mani sono l’avanguardia del contatto, della seduzione fisica e dell’esplorazione sessuale.
Svadhisthana è inoltre il chakra degli artisti che in genere sublimano o cercano di sublimare nell’espressione artistica una forte vitalità sessuale. Si tratta particolarmente degli artisti che lavorano con la materia o con il corpo, e quindi quelli più facilmente coinvolti o affascinati dalla sessualità: scultori, pittori, attori, ballerini, coreografi.
Secondo la tradizione tantrica e dello Hatha Yoga, la meditazione su Svadhisthana consente di ottenere alcuni poteri soprannaturali, fra cui grande abilità di parola e convincimento, e il trionfo su tutti i nemici. Questi poteri, analogamente alla sessualità, possono essere una distrazione nell’evoluzione spirituale perché l’adepto potrebbe essere indotto ad utilizzarli in modo improprio. Ad esempio per arricchimento personale, per narcisismo ed esibizionismo, per acquisire ascendente sulle altre persone. La tentazione dei poteri soprannaturali ha indotto alcuni grandi yogi a perseguire il successo terreno. Questo può avvenire perché evoluzione spirituale, illuminazione e anche il semplice benessere psicofisico non sono traguardi permanenti, bensì equilibri dinamici che devono essere mantenuti nel tempo, e che avvenimenti imprevisti possono modificare o turbare.
L’equilibrio spirituale.
Il grande maestro può soccombere alle continue tentazioni generate dal suo ruolo. Un esempio tipico, per gli uomini, è l’attenzione continua e in certi casi adorante delle allieve, che costituisce un pericolo costante. Allo stesso modo il praticante di yoga che mantiene la calma di fronte a tutti i piccoli incidenti della vita, può comunque perdere la testa o cedere al panico di fronte a un incidente di portata superiore al normale. È umano e lo yoga può aiutare a superare molte difficoltà della vita, ma nessuno garantisce di poterle superare tutte con l’indifferenza che sarebbe auspicabile. L’equilibrio spirituale è un equilibrio, quindi se non ha basi estremamente solide, può durare solo un istante, oppure si può perdere periodicamente.
Svadhisthana
- Significato del nome: luogo del sé.
- Colore: arancione
- Localizzazione: presso i genitali
- Temi emotivi correlati: relazioni personali e sociali, sessualità, gusto, dipendenze psicofisiche
- Simbolo Loto con sei petali, in cui è inscritta una falce di luna, simbolo dell’elemento acqua. Spesso vi è rappresentato un coccodrillo oppure il mostro marino Makara, veicolo di Varuna.
- Bija-Mantra Vam
- Animale Il coccodrillo, oppure il mostro marino Makara
- Dei correlati Visnu, Rakini
- Organi correlati Organi sessuali, lingua, mani
- Organo di senso Gusto
Svadhisthana è un chakra potente e ribelle. Le tentazioni sessuali, come quelle alimentari, sono una potente distrazioni per molte persone.
Asana per Svadhisthana
Questi sono asana specifici per Svadhisthana. Vanno praticati concentrando la mente su Svadhisthana. Nella posizione si può anche praticare Mula Bandha (descritto nell‘articolo precedente su Muladhara).
Parivrtta Trikonasana - Per eseguire il triangolo ruotato occorre saper eseguire correttamente trikonasana e avere una buona flessibilità della colonna vertebrale nelle torsioni. Si può rendere più profonda la posizione poggiando a terra la mano esternamente al piede (quando vado a sinistra poggio la mano destra, e viceversa), oppure si può poggiare la mano internamente al piede, andando verso il centro se la torsione è troppo difficile. Il triangolo rovesciato, eseguito con la mano oltre il piede, richiede grande equilibrio, forza fisica, flessibilità e controllo, esattamente come le tentazioni di eccessi sessuali o alimentari.
Utthita Parsvakonasana – La posizione estesa ad angolo è una posizione molto energica che richiede flessibilità e forza nelle gambe, nel torso e nelle spalle. Nella posizione completa, la mano poggia a terra dietro al piede corrispondente. Si può esplorare la variante con la mano davanti al piede, leggermente diversa. Il braccio sollevato si tiene in linea con la gamba tesa e il fianco corrispondente. Si può alleggerire la posizione tenendo il braccio verticale. Ulteriore facilitazione: appoggiare il gomito sul ginocchio corrispondente, invece di appoggiare il palmo a terra.
Vyaghrasana – Letteralmente la posizione della tigre, è comunemente conosciuta come “il gatto” e mobilita piacevolmente tutta la spina vertebrale. Si esegue a quatro zampe, con le ginocchia piegate e le mani che disegnano un rettangolo sul tappetino (le gambe sono quindi leggermente divaricate, alla larghezza del bacino). IN-spirando si inarca la schiena verso il basso, guardando in alto, poi E-spirando si inarca verso l’alto, guardando l’ombelico. Il movimento della schiena parte dal coccige e arriva alla nuca. Una variante prevede di sollevare e portare una gamba indietro inspirando, e poi, nel movimento successivo, abbassare la gamba e portare il ginocchio verso la fronte espirando.
Virasana – La posizione dell’eroe è descritta nella Hatha Yoga Pradipika e nella Gheranda Samhita in modo un po’ diverso da come viene comunemente eseguita oggi, cioè semplicemente seduti sui talloni. L’esecuzione antica invece prevede di sedere su un piede, mentre l’altro piede viene tenuto nel mezzo loto, cioè appoggiato sulla coscia opposta. Per essere confortevole richiede una grande confidenza con padmasana, oltre a grande flessibilità di piedi, caviglie e ginocchia, ragione per cui si vede raramente nelle moderne sale pratica occidentali.
Ustrasana – La posizione del cammello richiede forza, coraggio e grande flessibilità. In ginocchio si afferrano i talloni e si spingono pube e basso ventre in avanti e verso l’alto, inarcando la schiena. Quando la schiena è ben inarcata, si ruota la testa all’indietro, guardando verso l’alto. Se non si riescono a poggiare agevolmente le mani sui talloni è meglio fare altre pratiche preparatorie, prima di tentare la posizione che (se la schiena e i quadricipiti non sono abbastanza flessibili e forti) può mettere a rischio le ginocchia. Da tenere presente che in Ustrasana è più facile entrare che uscirne (soprattutto per le ginocchia), quindi la preparazione va curata con attenzione e pazienza.
In Ustrasana si può entrare anche salendo, ovvero partendo da seduti sui talloni: richiede molta flessibilità e ginocchia ben allineate e sane.
Padahastasana o Uttanasana - La posizione delle mani ai piedi può essere considerata anche una variante di paschimottanasana eseguita in piedi. In questo modo è meno rischiosa per i dischi intervertebrali perché la forza di gravità allunga la spina dorsale invece di comprimerla. Un modo per eseguirla è, partendo in piedi, scendere lentamente con le braccia verso terra fino – se possibile – ad afferrare gli alluci o a mettere le dita e i palmi sotto le piante dei piedi. Per eseguire occorre stirare bene la parte lombare della schiena, facendo spazio nell’addome e lasciando che la gravità aiuti lentamente a migliorare la posizione. Chi non riesce a toccare i piedi può appoggiare le mani sugli stinchi. Controindicazioni importanti: glaucoma, problemi di pressione agli occhi, problemi all’orecchio interno, pressione alta. Importante: se non si è più che sicuri del proprio sistema cardiocircolatorio e della salute dell’orecchio interno, alzarsi molto lentamente, sollevando la testa per ultima. Se alzandosi sopravviene spesso un giramento di testa, meglio consultarsi con un medico o un otorino laringoiatra. Per chi non ha i problemi appena citati, è un’eccellente esercizio per ossigenare e stimolare il cervello e per allungare tutta la catena muscolare-tendinea posteriore, dal tallone alla nuca.
Significati e simbologie dello Yantra di Svadh1isthana
- Un loto con sei petali di colore arancione (in testi antichi erano anche rosso vermiglio)
- Nei sei petali ci sono le lettere sanscrite Ba, Bha, Ma, Ya, Ra e La. Ognuna di esse ha un bindu (punto sacro) sopra.
- Il coccodrillo o il mostro marino Makara, vorace e dai movimenti sinuosi, rappresenta il dominio sulle acque ma anche la sessualità
- All’interno è disegnata la lettera sanscrita Va.
- La falce di luna rappresenta il principio femminile, il ciclo della creazione, il mondo delle acque
- Il bija-mantra, ovvero il mantra monosillabico, è VAM. Come nel caso delle lettere, occorre farsi insegnare la corretta pronuncia da un maestro che la conosca, cosa non sempre facilmente reperibile fuori dall’India.
Questo articolo è stato pubblicato su Yoga Journal Italia.
Qui l’introduzione generale al tema dei chakra nella tradizione dello yoga.
Uno Yoga per l’Estate
Pubblicato il 07-05-2013 da Gianni Da Re Lombardi in Eventi, Formazione 1 Commento/Lascia il tuoLo yoga delle stagioni: l’estate
Seminario per prepararsi all’estate. Martedì 21 maggio dalle ore 20.00 alle ore 21.30
Via Savena Antico, 1 (traversa di via Emilia Levante) Bologna
L’estate è la stagione di pitta, del fuoco, che raggiunge il suo culmine tra giugno e settembre, in questa fase prevalgono il caldo, l’energia, la forza, il dinamismo.
Il seminario propone una pratica di hatha yoga, studiata appositamente per riequilibrare e rinfrescare il corpo e la mente, in cui si eseguiranno posture, pranayama, visualizzazioni e una tecnica di rilassamento profondo. La sequenza è strutturata per donare serenità e calma e far emergere le potenzialità del dosha pitta, determinazione, concentrazione e capacità organizzativa, l’estate è il periodo ideale per pianificare nuovi progetti.
Il seminario è aperto a tutti, nella pratica saranno utilizzati supporti per aiutare e facilitare l’esecuzione delle posture e renderle così più agevoli per tutti, anche per coloro che non hanno mai praticato hatha yoga, questa potrebbe essere una buona occasione per conoscere l’ayurveda yoga.
Cinzia Iaci cell. 3298843121, e-mail:info_soleluna@libero.it, @YogaSoleLUna
Massimo 10 partecipanti
Contributo 15,00 euro
Prenotazione e versamento della quota entro il 18 maggio 2013
Seminario “Il ruolo del sistema viscerale nello Yoga”
Pubblicato il 06-05-2013 da Gianni Da Re Lombardi in Eventi, Formazione 0 Commenti/Lascia il tuoDomenica 19 Maggio 2013 AnatomYoga presenta il seminario pratico
“Il ruolo del sistema viscerale nello Yoga”
Valutazione teorico-pratica sulla anatomia viscerale, in applicazione alla pratica dello Yoga.
Fra gli altri temi si parlerà in particolare di:
- Il movimento viscerale e come la pratica dello yoga può influenzarlo
- Il sistema linfatico e la sua influenza sul benessere
- Osteopatia e Yoga
Conduce Gaetano Zanni. Indirizzo, costi, orari e informazioni qui: Il ruolo del sistema viscerale nello YOGA | Anatomyoga.






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