A che serve la religione?

Tutte le popolazioni umane, per quanto separato il loro sviluppo, hanno almeno due caratteristiche in comune: il linguaggio e una qualche forma di religione. 

Entrambi hanno una variabilità enorme: così come esistono e sono esistite migliaia di lingue diversissime, esistono e sono esistite migliaia di fedi religiose, dalle più semplici alle più articolate. Entrambe le cose, lingua e religione, possono essere un motivo di forte identità nell’ambito delle diverse popolazioni, fino a decidere di massacrarsi a vicenda in nome della prima e soprattutto della seconda.  Ma mentre le lingue sono oggetto di studio scientifico da secoli, pochi scienziati per ora si sono avventurati a tentare una spiegazione scientifica della religione e dell’apparente necessità di credere in presenze soprannaturali (indipendentemente dal fatto che esse esistano o meno).

L’Economist ne parla in un interessante articolo, inserito abbastanza ironicamente nella sua sezione “Science and Technology”

Su una cosa Scienza e Religione sono abbastanza d’accordo: per il momento è impossibile dimostrare scientificamente l’esistenza di Dio. Adesso però gerarchie religiose e studiosi della scienza hanno trovato un interessante punto su cui dibattere: per quale motivo nelle diverse popolazioni umane esisterebbe una innata propensione a sviluppare un pensiero religioso?

Pensiero che non è possibile articolare senza un linguaggio… Il che ci fa tornare all’inizio di questo ragionamento: tutte le popolazioni umane conosciute hanno in comune linguaggio e credenza religiosa. “In principio era il verbo, e il verbo era Dio…” Senza linguaggio non si può parlare di soprannaturale. 


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Yogasutra - Lo yoga reso facile
A cura di:
Gianni Da Re Lombardi

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