In gennaio la primavera è lontana, ma molto meno di quel che sembra. Raffreddori da fieno e asma sono fastidiosi compagni di vita e, come si sa, dipendono da molti fattori: sostanze chimiche, alimentazione sfortunata o sbagliata, reazioni misteriose del sistema immunitario, fattori psicosomatici, forse anche eccessiva igiene nella prima infanzia. Soprattutto, l’asma tende ad autoalimentarsi: manca il respiro, il sistema nervoso entra in allarme e il respiro diventa ancora più affannato.
Gennaio è il momento giusto – invece di rimuovere il problema non pensandoci – di rimuoverlo prevenendolo. Quando l’asma dipende anche da ansia, un pizzico di pranayama tutti i giorni può fare miracoli e migliorare anche l’umore.

  • Prima di tutto abituati a prendere consapevolezza del respiro. Ogni volta che stai in piedi fermo, oppure quando sei seduto (con la schiena diritta), visualizza un puntino luminoso che, IN-spirando, dalla radice del naso scende fino all’ombelico e poi E-spirando, sale dall’ombelico fino alla radice del naso. È un esercizio che puoi fare anche a letto, supino, la sera prima di addormentarti oppure la mattina appena sveglio. Quando puoi, facendolo, ascolta il movimento dell’addome, del diaframma, delle costole, anche appoggiandovi le mani. È un esercizio utile anche per chi pratica da tempo, non solo per i principianti.
  • Fai l’esercizio tutte le volte che puoi, ogni volta che hai una pausa nelle tue attività quotidiane, compreso quando sei fermo al semaforo (concentra l’attenzione sulla luce del semaforo, in modo da non perdere il verde. Nel caso qualche automobilista dietro ti segnalerà tempestivamente di partire, suonando gentilmente il clacson…).

Dopo qualche tempo, inizia a praticare un semplice esercizio di pranayama dal potente effetto rilassante. Seduto con la schiena diritta, oppure in piedi, fai alcuni respiri spontanei.

  1. IN-spirando conta fino a 3, 4 o 5.
  2. E-spirando conta il doppio di quanto hai contato.
  3. Continua per almeno tre sequenze di 12 cicli respiratori. Fra una sequenza e l’altra respira in modo spontaneo. Se ti manca il fiato vuol dire che conti troppo e quindi devi diminuire il conteggio. Se ti manca il fiato respira per qualche ciclo in modo spontaneo e poi ricomincia, contando di meno.

Quando i due esercizi saranno diventati automatici e spontanei, scoprirai di aver migliorato il tuo benessere generale, diminuendo eventuali stati d’ansia. La prossima primavera asma e raffreddori saranno un problema più tollerabile e magari col tempo potrebbero anche diminuire fino a sparire.


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Yogasutra - Lo yoga reso facile
A cura di:
Gianni Da Re Lombardi

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