Si sta facendo largo, nel mondo dello sport e anche in quello delle scarpe sportive, il concetto che, forse, camminare e correre a piedi nudi sia meglio per la salute del piede e della gamba, rispetto ad usare costose calzature “protettive”. Qui un interessante sito (in inglese) con molte informazioni su tecniche per re-imparare a camminare a piedi nudi, nonché informazioni sulle diverse calzature che avvicinano il piede alla sua situazione naturale (dai sandali alle ciabatte infradito, fino alle nuove calzature hi-tech, come le Five Fingers della Vibram, l’azienda italiana produttrice di suole in gomma).

Fra i vantaggi che risultano da ricerche e dall’esperienza di chi corre a piedi nudi:

  • Minore stress sul ginocchio e sulla caviglia
  • Irrobustimento graduale della muscolatura e della struttura dei piedi
  • Minore rischio di infortuni rispetto a chi indossa scarpe (se si abitua gradualmente il piede)

È importante però, come in tutte le attività a cui non si è abituati, procedere per gradi, iniziando col camminare a piedi nudi per pochi minuti al giorno, meglio se in casa e nei paraggi. Occorre anche modificare in modo appropriato la tecnica di camminata, poggiando per prima la parte media del piede invece del tallone.

Dal punto di vista yogico, il piede è la fondazione di tutte le posizioni in piedi e le posizioni di equilibrio. Nello Yoga è sempre fondamentale praticare a piedi nudi, e non si conoscono stili di yoga che prevedano l’uso di calzature, salvo occasionali calze più o meno pesanti per difendersi dal freddo, o calze speciali con le dita, sempre facoltative e mai obbligatorie.

Chi pratica molto, soprattutto se partiva da una situazione di “adulto standard” che ha indossato le scarpe per anni in tutte le occasioni, scopre nel giro di qualche mese o anno di ritrovarsi con una nuova forza, sensibilità e flessibilità nel piede. Non più un pezzo di legno infilato in una scarpa, bensì un arto flessibile, in certi casi persino recuperando la mobilità nelle dita. Chi pratica yoga diventa inoltre, in genere, abbastanza insofferente a scarpe strette e oppressive. I piedi nudi che molti di noi affondano con tanto piacere nella sabbia al mare, sono un passo alla riscoperta della nostra natura.


3 Commenti per “Camminare e correre a piedi nudi è meglio che con le scarpe?”

  1. 1 mauro

    L’argomento è interessante e di grande attualità. Infatti negli USA l’anno scorso è uscito un libro, Born to run di Chris McDougall, che ha suscitato molte polemiche e “sdoganato” i podisti che corrono scalzi. Negli USA la cosa pare molto di moda, anche se magari non si vedono podisti scalzi ovunque. Comunque le FiveFingers sono un successo commerciale notevole e i produttori di scarpe da corsa si sbracciano a dire che correre scalzi fa male. Polemiche, accuse e interesse in crescita esponenziale lo ha provocato l’uscita, tre mesi fa, di una ricerca dell’università di Harvard che conferma il fatto che non calzati si corre in modo più naturale e con molti benefici per la salute.

    Esperienza personale, da uno “scalzo” o quasi dal novembre scorso: gradualità a pacchi ed è tutta un’altra vita.

    Se d’interesse, qualche link.

    Una scheda del libro Born to Run, al momento non tradotto in italiano:

    http://www.ibs.it/ame/book/9780307266309/mcdougall-christopher/born-run.html

    la ricerca di Harvard:

    http://www.barefootrunning.fas.harvard.edu

    un forum italiano:

    http://natiscalzi.forumattivo.com/forum.htm

    un godibile articolo del NY magazine:

    http://nymag.com/health/features/46213/

    Comunque basta digitare: “barefoot running” in Google per trovare infinite esperienze di blogger, forum dedicati, consigli, metodi più o meno a pagamento… Ce n’è per tutti!

    Mauro

  2. 2 Gianni

    Ho trovato questo filmato che spiega alcune particolarità dello stile da adottare per correre (e presumo anche per camminare) a piedi nudi:

    http://www.youtube.com/watch?v=7jrnj-7YKZE

  3. 3 mauro

    Pare che il professor Lieberman correrà la maratona di Boston, il 19 aprile prossimo, con le FiveFingers.

    Sul fatto di appoggiare con l’avampiede anche quando si cammina la cosa sembra essere ancora più individuale: c’è chi lo fa e si trova molto bene ma anche fior di podisti scalzi che camminano appoggiando il tallone perché non sentono il bisogno di fare diversamente. Mah!

    Mauro

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Yogasutra - Lo yoga reso facile
A cura di:
Gianni Da Re Lombardi

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