Fluire vuol dire “scorrere”. Fluido è ciò che ha la caratteristica di scorrere.

Il respiro è il nostro fluido per eccellenza. Per comprendere il significato profondo di fluire basta fare questo semplice esercizio.

Mi siedo con la schiena diritta oppure mi sdraio su un tappeto. Chiudo gli occhi, lasciando filtrare la luce dalle palpebre leggermente aperte (serve per distrarsi di meno), oppure se preferisco, chiudo completamente le palpebre e rovescio gli occhi all’indietro. IN-spiro lentamente. E-spiro lentamente. Eseguo alcuni cicli respiratori, E-spirando sempre più lentamente. Lascio che le pause fra ogni atto respiratorio siano sempre più lente e spontanee.

  1. IN-spiro;
  2. Brevissima apnea spontanea;
  3. E-spiro;
  4. Brevissima apnea spontanea.

L’espirazione è sempre più lenta, sempre più spontanea. Non decido io di inspirare o di espirare, ma ascolto il mio corpo per capire il momento di farlo.
Questa è la fluidità. Lasciar scorrere, capire quando cambiare direzione senza ragionare, ascoltando il corpo.
Questa fluidità del respiro è il riferimento ideale per praticare gli asana: mettere la stessa fluidità nella posizione, come se i muscoli diventassero l’acqua placida di un fiume che scorre lento.

(Articolo pubblicato su Yoga Journal Italia nella rubrica “Yoga facile per un mondo difficile”)


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Yogasutra - Lo yoga reso facile
A cura di:
Gianni Da Re Lombardi

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