Food connection
Pubblicato il 30-05-2009 da Gianni Da Re Lombardi in Dimagrire, Riflessioni, Yoga e mondo moderno, obesità 0 Commenti/Lascia il tuoCome dice Peggy Hall qui nel suo blog “Yoga for Surfers”, il problema del cibo non è solo contare le calorie o preferire cibi cosiddetti genuini. È ANCHE cercare di osservare la connessione fra il cibo che mangiamo e lo stato d’animo che ne consegue, da pochi minuti dopo fino al giorno seguente.
Come dice anche BKS Iyengar, la nostra pratica dello Yoga può risentire anche di quello che abbiamo mangiato il giorno prima. Se oggi pratichiamo meno bene, abbiamo un po’ meno equilibrio, energia o concentrazione, può anche dipendere dal fatto che il giorno prima abbiamo mangiato troppo oppure cibi che, poco o tanto, sono leggermente intossicanti per il nostro fisico. Lo stesso vale per la vita quotidiana.
Alcune connessioni sono ovvie: se beviamo tre bicchieri di vino sentiamo immediatamente alcuni evidenti effetti psicofisici, e, se il livello di tossine nel nostro corpo è elevato, li sentiamo anche la mattina dopo con il classico cerchio alla testa. Altre connessioni sono meno ovvie. Ma la spiegazione per cui qualche volta dopo pranzo ci sentiamo pieni di energie mentre altre volte ci sentiamo letargici e pesanti può dipendere, semplicemente, da cosa abbiamo mangiato poche ore o pochi minuti prima. Qualche volta mangiamo qualcosa che per noi è buono, digeribile e nutriente, altre volte mangiamo, senza renderci conto, cose meno buone, poco digeribili e non molto nutrienti.
Il problema è che, siccome non siamo tutti uguali, fatti salvi alcuni principi generali verificati da medici e nutrizionisti, ognuno deve un po’ scoprire da solo cosa per lui è un po’ veleno o un po’ medicina. Da qui l’importanza e l’utilità della consapevolezza e dell’auto-osservazione.
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