L’abito non fa lo yogi
Pubblicato il 25-10-2007 da Gianni Da Re Lombardi in Citazioni, Libri per lo Yoga 6 Commenti/Lascia il tuo“Puoi riuscire nello Yoga attraverso l’intensa pratica,
anche se sei giovane, anziano, vecchio, malato o debole.
Chi pratica riesce, chi non pratica no.
Il successo nello Yoga non si raggiunge solo leggendo i libri,
non si raggiunge né indossando gli abiti giusti,
né parlandone. Solo la pratica conduce al successo.
Questa è la verità, senza alcun dubbio.”
Cap I 64-66
Hatha Yoga Pradipika, di Svatmarama
libero adattamento in italiano dalla traduzione inglese di Brian Dana Akers
(Per chi fosse interessato, l’unica traduzione
italiana dal sanscrito è
“La Lucerna dello Yoga“, ed Magnanelli)
Per esperienza personale posso dire che questa affermazione è vera. Lo yoga è essenzialmente esperienza. Si tratta di un’esperienza ineffabile, difficile da descrivere, che porta a percepire e vivere un altro stato dell’essere. Inoltre, come tutte le esperienze, è un processo che procede per gradi e i cui risultati differiscono in termini di tempo e qualità da individuo a individuo. Mano a mano che si progredisce nella pratica, lo yoga entra nella vita quotidiana: ne informa gli atti, le scelte, il modo di rapportarsi agli altri; facilita stati d’animo e pensieri positivi. Il bello dello yoga, infine, è che è compatibile con qualsivoglia credo religioso e che può essere integrato nel proprio sistema di vita e di pensiero. Non occorre credere nella reincarnazione per praticare lo yoga e la Bhagavad Gita può essere letta insieme al Vangelo cristiano!
Lascio volentieri un commento che è di totale condivisione di quanto affermato. Lo Yoga è pratica, possibilmente quotidiana, costante e consapevole. L’unico vero strumento di cui lo Yoga si avvale è il corpo. Ritengo comunque che sia di grande valore per il raggiungimento degli obiettivi che lo Yoga si propone, anche la lettura dei testi sacri che, d’altra parte, la stessa tradizione vuole e impone. Tutto questo fa rientrare lo Yoga in quello che è e cioè una disciplina, per il corpo e per la mente, che va completamente distinta da ogni altra forma di attività e allenamento fisico.
ma se lo dite voi,solo che ci provano tutti,e solo qualcuno ci riesce e senza applicarsi troppo.
forse..questione di rincarnazione…io vidi la luce(contatto con lo zenit)ma non mi sognerei mai di consigliare lo yoga:ci vuole troppo tmpo per ottenere qualche cosa.
consiglierei un altra strada piu breve e sicure:la via del perdono,ve lo assicuro,funziona.
una semplice regola onniscente:perdona e vedrai
gabry
Troppo facile e bello il troppo volere senza faticare e?Ciao Gabry
28/11/2009 ore 19
Lo yoga, in quanto disciplina, deve essere accettato, condiviso, applicato e praticato onde raggiungere dei risultati, i quali saranno tanto maggiori quanto sarà l’impegno profuso. Il soggetto che lo pratica deve avere una forte motivazione interiore e non finalizzarlo ad ottenere soltanto benefici fisici, che non guastano,ma deve essere consapevole che la pratica lo avvicinerà sempre più all’essere spirituale che alberga in ognuno di noi. E’ bello poter affermare che non esistono vincoli di religione, la strada che conduce alla luce eterna è in salita per l’essere umano e passa per tutte le religioni monoteistiche. E’ una necessità che scaturisce nella vita di tutti gli esseri umani prima o poi. Prenderne coscienza vuol dire essere già un po’ più vicini a Dio.
L’anima non si lamenta mai, ma se l’individuo la cura essa ci aiuterà certamente nel momento del trapasso.
Nella vita, tutte le attenzioni sono rivolte principalmente al mantenimento del benessere fisico, ma l’anima non è fatta per questo corpo, l’eternità è energia e luce.