A quanto pare, durante le recessioni economiche la gente muore di meno. Sembra che questo dipenda dal fatto che disoccupazione e sotto-occupazione lascino più tempo libero per sé stessi, là dove i più pressanti impegni, gli straordinari e il superlavoro dei periodi di crescita economica creano più benessere (quantomeno in termini di maggiori guadagni) e più stress. Ovviamente per una ragazza-madre senza aiuti perdere il lavoro è drammatico, particolarmente in un paese come l’Italia in cui chi non ha una famiglia alle spalle o non fa parte di una corporazione supertutelata può contare su  ammortizzatori sociali minimi o inesistenti. Ma nella popolazione, durante una crisi economica, esistono innumerevoli situazioni intermedie.

E il sorprendente fatto che, durante una recessione economica alcuni indicatori di salute collettiva migliorino (meno morti, meno malattie da stress) indica che la moderazione raccomandata dallo Yoga è una scelta intelligente e benefica. Infatti durante le crisi le famiglie e gli individui sono costretti a rivedere le loro priorità. Consumare di meno diventa un imperativo. La perdita del lavoro di uno dei componenti della famiglia significa che questo ha più tempo per attività come passeggiare, fare sport, praticare Yoga. Il semplice fatto di andare al mercato per risparmiare sulla spesa, ad esempio, comporta camminare di più e più a lungo. Anche il fatto di non dover fare straordinari, oppure dover prendere le ferie perché in ditta c’è poco lavoro, persino essere costretti a qualche settimana di cassa integrazione comporta meno stress e più tempo per sé stessi e per la famiglia. Occorre rifletterci su, rivedendo criticamente l’etica del superlavoro e della produttività fine  a sé stessa.

Se chi lavora non trova il tempo per l’attività fisica, oppure alla fine di giornate lavorative di 14 ore fra lavoro, straordinari magari non pagati, e spostamenti, è troppo stanco per fare alcunché, ne paghiamo tutti un prezzo. Il lavoratore in minor salute, la sua azienda in minore produttività, la collettività in maggiori costi medici e sociali.

Entro le 18 smetti di lavorare e praticate Yoga. Oppure converti il tuo lavoro da tempo pieno a part-time. Oppure prendi meno appuntamenti e incarichi. E ogni tanto prenditi qualche mezza giornata libera. Contrariamente a quello che pensano i fanatici della produttività e del pil, è meglio per te ed è meglio per tutti.


1 Commento per “Lavorare stanca”

  1. 1 valentina

    bell’articolo.

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Yogasutra - Lo yoga reso facile
A cura di:
Gianni Da Re Lombardi

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