Lo Yoga salverà l’Occidente (ma ci vuole un po’ di impegno e pazienza)
Pubblicato il 23-04-2010 da Gianni Da Re Lombardi in News 1 Commento/Lascia il tuoSat Bir Khalsa è un neuroscienziato che da 35 anni pratica Kundalini Yoga e da 25 studia le implicazioni della pratica di Yoga per la salute nell’ambito della Harvard Medical School.
Intervistato da Yoga Journal (Maggio 2010, edizione USA), nell’abito di un più ampio servizio su yoga e salute, ha dichiarato: “Lo stile di vita americano genera un enorme numero di malati, e un costo enorme per curarli. Siamo costantemente alla ricerca di soluzioni ad alta tecnologia: una nuova pillola magica, una nuova procedura chirurgica. Ma cosa succederebbe se preferissimo la bassa tecnologia, insegnando alla gente le tecniche yoga? Sarebbe il più grande affare in termini di impatto positivo sul mondo”.
La verità spesso è semplice: basta cambiare stile di vita per evitare un sacco di problemi. Un esempio: lo Yoga fa dimagrire. Ci sono yogi robusti o anche obesi, ma in genere chi pratica Yoga o è magro oppure, se è robusto, praticando yoga nel corso di qualche anno è dimagrito in modo stabile.
MA: lo Yoga non fa perdere sette chili in sette giorni, e non fa dimagrire “consumando calorie”. Aiuta a dimagrire in questi tre modi:
- Diventi più consapevole del perché ti viene voglia di mangiare: è vera fame, o devi compensare un problema emotivo mangiucchiando, o mangiucchi per passare il tempo, o mangi per reagire a una leggera depressione. Molte persone semplicemente per gran parte della loro vita non si rendono conto di perché mangiano.
- Sei più attento ai segnali del tuo corpo e capisci meglio quando lo stomaco è pieno ed è arrivato il momento di smettere di mangiare. Spesso si mangia fino a gonfiarsi e non ci si ferma finché lo stomaco è strapieno, col risultato di dover ricorrere al digestivo, di dover subire la sonnolenza post prandiale, di perdere vitalità ed energia dopo il pasto.
- Sei anche più attento e consapevole su cibi e bevande che ti fanno bene o ti fanno male, preferendo i primi ed evitando i secondi.
Questa attenzione e consapevolezza estesa a tutti gli aspetti della vita comportano che chi pratica yoga facilmente non fuma o fuma di meno, non beve o beve in modo consapevole, non eccede con i medicinali, evita gli eccessi di stress oppure li gestisce meglio, non ha problemi di sonno oppure ne ha di meno e più raramente. Il tutto con grandi vantaggi nella qualità della vita. E anche per il bilancio della spesa sanitaria.
Qual è il problema? Cosa frena lo sviluppo delle ricerche sullo Yoga e la sua diffusione ai fini di prevenzione sanitaria? Un po’ cinicamente, che sullo Yoga “ci guadagnano” in pochi. Se una persona ha bisogno di un bypass coronarico, c’è un’intera industria al suo servizio che fattura centinaia di migliaia di dollari su un singolo malato. E se questo malato non cambia stile di vita, dopo pochi anni il problema si ripresenta. Se invece quella persona avesse praticato yoga per prevenire o ritardare di anni la necessità del bypass, avrebbe speso al massimo qualche centinaio di euro all’anno di corsi e tappetini.
Però, visto che molti stati si stanno accorgendo che i fondi per la Sanità e per l’Industria della Salute non sono infiniti, forse qualcosa cambierà.

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