No Kundalini no party

Un evento peculiare. Il Kundalini Party.

Era la prima volta che vedevo yoga e divertimento allegramente insieme in modo esplicito. Anzi la seconda, se si pensa allo Yoga della Risata.

L’evento si è tenuto venerdì sera 10 ottobre 2008 al Milano Yoga Festival. La festa è iniziata con una pratica di Kundalini Yoga tenuta da Jai Kaur. Si tratta dello stile di yoga elaborato da Yogi Bhajan. È uno stile che esce un po’ dal solco della tradizione delle trenta posizioni base che “fanno bene” a questo o quello. Prevede anche l’esecuzione di sequenze di movimenti (kriya) ed esercizi di respirazione per un tempo abbastanza lungo che, anche attraverso l’inevitabile fatica degli arti coinvolti, inducono a un certo rilassamento delle inibizioni, facilitando una trasformazione della personalità che col tempo può essere anche notevole. Basta pensare alla propria esperienza durante una cerimonia. Quando si è freschi e riposati è abbastanza facile stare rigidi come un corazziere mantenendo la propria “figura pubblica” o presunta tale. Ma dopo un’ora, quando fanno male i piedi, le gambe diventano pesanti, la schiena chiede riposo, in quel momento levare le scarpe, sciogliere la cravatta e sdraiarsi su un prato diventano una desiderabile alternativa.

Dopo la pratica, è stato il momento dello Yogi Boogie: un dj set con percussioni dal vivo a cura Avtar & Moshik che ha trasformato lo spazio per la pratica in una pista da ballo. Il tutto è perfettamente coerente, se si pensa che anche il ballo è, o può essere, una forma di meditazione.


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Yogasutra - Lo yoga reso facile
A cura di:
Gianni Da Re Lombardi

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