La vita in ufficio non conduce al samadhi gli alti dirigenti, figuriamoci collaboratori e impiegate. Un modo per migliorare la giornata è riuscire a introdurre qualche pratica di consapevolezza yogica. Un esempio può essere la meditazione camminata.

Ovviamente nei corridoi aziendali non si può camminare più lenti possibile come prescrive la pratica buddista. Però, andando alla fotocopiatrice o dal collega, ci si può esercitare a camminare con la massima consapevolezza, sentendo ogni movimento del corpo e dipingendo sul volto l’espressione più serena che riesci a trovare nonostante le scartoffie che si accumulano sulla scrivania. Provare per credere. Questo piccolo esercizio di consapevolezza e di presenza mentale può trasformare, per qualche minuto, uomini e donne (metaforicamente) in dei della serenità.
Un altro utile esercizio mentale: seduti davanti al computer, raddrizzare bene la schiena, staccarla dallo schienale, portare i talloni sotto il sedile più indietro possibile (le punte dei piedi restano sul pavimento, serve per aiutare la curvatura naturale della spina dorsale), tenere le braccia lungo i fianchi oppure gli avambracci sul tavolo, chiudere per un istante gli occhi e rilassare consapevolmente tutto il corpo. Le tecniche di rilassamento, con la pratica continua, creano una specie di riflesso condizionato per cui, una volta imparata la “posizione mentale” che fa scattare l’interruttore, arriva rapidamente un meraviglioso rilassamento profondo. In pochi secondi potrà essere possibile provare l’istante di eternità del samadhi, o almeno una fugace parvenza di esso. Mentre intorno tutto l’ufficio si agita come al solito, tu ti godi un istante di serenità.

(Pubblicato su Yoga Journal, Novembre 2008)


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Yogasutra - Lo yoga reso facile
A cura di:
Gianni Da Re Lombardi

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