Purificazione invernale

L’inverno, in città, porta sempre due noiosi ospiti: più inquinamento e più stress.
Un semplice esercizio di pranayama può aiutare a combattere entrambe le cose. Prima di tutto, per chi non ha mai praticato pranayama, è necessario prendere consapevolezza del proprio respiro. Senza entrare nei dettagli, per questo esercizio il respiro deve essere addominale. Chi non ha confidenza con il respiro addominale, può scoprirlo, o riscoprirlo, tenendo le mani intorno all’ombelico. IN-spirando le mani si sollevano, E-spirando le mani si abbassano.

L’esercizio, molto semplice e molto noto, consiste in questo:

   – IN-spirando conto fino a 3, 4 o 5.

    – E-spirando conto il doppio di quanto ho contato con l’IN-spirazione.

Se viene il fiatone vuol dire che sto contando troppo; faccio alcune respirazioni spontanee e poi riprendo contando un po’ meno. Se E-spirando non riesco a contare il doppio, posso limitarmi a contare il 40 o 50% in più e aumentare gradatamente col tempo.

Faccio alcune prove per trovare il conteggio più indicato per me. Non è una gara, quindi non è importante contare di più o di meno. Basta contare la quantità che consente di respirare agevolmente. Se ti manca il fiato, vuol dire che stai contando troppo. Fai qualche respirazione spontanea e poi riprendi contando un po’ meno.
L’esercizio va praticato per tre-sei sequenze di sei-dodici cicli. Si può praticare sdraiati, seduti con la schiena ben diritta (anche su una sedia, in questo caso senza appoggiarsi allo schienale) e persino camminando (puoi contare i passi).

I vantaggi di questo esercizio sono: rilassa il sistema nervoso (può essere un ottima preparazione al sonno, quando vai a letto); purifica i polmoni grazie all’espirazione lunga il doppio dell’inspirazione, contrastando i danni dell’inquinamento o del fumo; riossigena l’intero organismo. E rende più sopportabile la città.


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Yogasutra - Lo yoga reso facile
A cura di:
Gianni Da Re Lombardi

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