Surfing Yoga

Il mondo del surf ha scoperto da tempo una certa parentela con il mondo dello Yoga. Su Yoga Journal Usa di Giugno 2010 il campione di surf Taylor Knox spiega come lo yoga e la meditazione lo hanno aiutato a competere meglio e a resistere meglio alle pressioni delle competizioni internazionali. A 38 anni, Taylor Knox è il più longevo campione internazionale oggi sulla scena, ed è tuttora considerato fra i dieci migliori del mondo. (L’articolo è solo su carta, almeno per ora. Qui sul blog di Yoga Journal un post sul tema con alcuni link utili.)

Nel filmato Taylor Knox presenta alcuni esercizi per il surf, alcuni dei quali di evidente derivazione yogica.

Ecco alcuni motivi per cui lo Yoga è un’eccellente allenamento e preparazione accessoria per il surf:

  1. L’attenzione per l’equilibrio. Lo yoga è una delle poche discipline che prevedono innumerevoli esercizi di sviluppo e consapevolezza dell’equilibrio in tutte e tre le dimensioni, in ogni orientamento. Non solo il funambolismo o l’acrobazia fine a sé stessa, ma anche la capacità di stare in equilibrio in tutti i più diversi orientamenti del corpo: su un piede, su due piedi, in torsione, su un fianco, sull’altro fianco, sulle mani, sul coccige, in estensione all’indietro, in piegamento in avanti, sull’addome, sulla schiena, sulle spalle, sulla testa, inginocchiati, persino su avambracci e gomiti.
  2. La coltivazione della pazienza. Le posizioni di equilibrio inoltre, come sa chi pratica yoga, insegnano la pazienza: quando si perde l’equilibrio si mette il piede o la mano a terra, e si ricomincia. Esattamente come sul surf: quando si perde l’equilibrio si riprende la tavola, si torna indietro e si aspetta un’altra serie di onde, magari per diversi minuti.
  3. Lo sviluppo della flessibilità. Può non sembrare ovvio, ma un incremento di flessibilità aumenta la facilità e la portata dei movimenti. Quando mantenere l’equilibrio su un’onda può dipendere da un centimetro in più o in meno di spostamento del baricentro, il fatto di inarcarsi con maggiore facilità può fare la differenza fra un atleta di classe e un mediocre surfista.
  4. La capacità di cogliere l’attimo presente. La pratica dello yoga non è eseguire una data posizione ma è fare l’esperienza della posizione. Praticando yoga si scopre che il nostro corpo è diverso ogni giorno, e ogni giorno la stessa posizione può essere diversa e generare sensazioni differenti. Allo stesso modo in mare nessuna onda è uguale all’altra, e il surfista deve scivolare al meglio su questa onda, senza alcuna possibilità di modificarla, di studiarla o di conoscerla in anticipo (a differenza, ad esempio di uno sciatore che si studia la pista prima di percorrerla in gara), ma cercando di rispondere al meglio alle sue evoluzioni.
  5. La propriocezione. Senza una buona percezione della situazione spaziale del proprio corpo non è possibile stare in equilibrio sulla tavola. Lo Yoga migliora la propriocezione, ovvero la capacità di percepire il proprio corpo, la posizione degli arti, la tensione muscolare e tendinea, anche senza l’aiuto della vista, migliorando le prestazioni nel surf come in tanti altri sport.
  6. La capacità di concentrazione. La pratica dello yoga insegna a concentrarsi con grande attenzione su tutto quello che stai facendo, compresi movimenti apparentemente banali, che possono essere comunque fonte di scoperte. Anche nel surf la concentrazione deve essere massima e, come nello yoga, si tratta di una concentrazione rilassata. Non puoi forzare le onde ad arrivare. Però puoi osservarle con la massima concentrazione, ma rilassata, per individuare l’onda giusta per te.

Ovviamente questi punti di forza non sono esclusivi dello Yoga (anche la ginnastica artistica, ad esempio, cura molto l’equilibrio). Ma raramente si trovano tutti insieme. Lo yoga è quindi un ottimo allenamento integrativo quando non si può correre l’onda.


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Yogasutra - Lo yoga reso facile
A cura di:
Gianni Da Re Lombardi

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