Un esercizio per i cinque sensi
Pubblicato il 09-02-2011 da Gianni Da Re Lombardi in Pratica personale, Yoga facile in un mondo difficile 0 Commenti/Lascia il tuoNoi pensiamo di conoscere la realtà, ma di tutto l’universo, l’unica cosa che percepiamo in modo diretto sono i cinque sensi.
Tutto il resto è indiretto, come le immagini che vediamo in tv, per di più una tv talvolta sfocata e confusa. Sono i cinque sensi che interpretano e intermediano la realtà esterna con la nostra realtà interna.
Rendere più acuti i cinque sensi (oppure rallentarne il decadimento) è uno degli effetti dello Yoga. Magari non diventiamo chiaroveggenti come promesso da alcune scritture tradizionali, ma sicuramente diventiamo più sensibili, sia ai messaggi del nostro corpo, sia ai segnali che arrivano dalla realtà esterna.
Per fare un esempio di cui molti hanno esperienza, chi pratica yoga da tempo impara ad accorgersi subito di un raffreddore in arrivo, permettendogli di correre prima ai ripari: a volte basta un po’ di riposo in più al momento giusto per prevenire un raffreddore o un’influenza, invece di fare gli eroi al lavoro e peggiorare le cose.
Lo yoga stimola in modo particolare il senso del tatto, e tutte le sue specializzazioni: infatti è grazie a un particolare uso del tatto che manteniamo l’equilibrio: si tratta degli organi interni dell’orecchio che sentono le variazioni gravitazioniali dei loro liquidi e le comunicano al cervello il quale le integra con le sensazioni che arrivano da muscoli e ossa, a partire dai piedi.
Gli altri sensi vengono esercitati nel distacco: lasciar perdere i suoni esterni, escludere le immagini e le distrazioni.
Ecco un esercizio pratico utile e interessante: seduti in una posizione meditativa oppure sdraiati in savasana, preferibilmente con gli occhi chiusi, alternare la concentrazione sulle sensazioni provenienti da tutti e cinque i sensi, osservandole tutte di volta in volta con la massima attenzione: i suoni vicini e lontani; il gusto della lingua all’interno della bocca; l’aria sulla pelle e il peso del corpo sul pavimento; l’odore dell’aria che respiriamo; le forme astratte nello spazio buio davanti agli occhi chiusi. Si può provare anche ad occhi aperti, ma è più difficile perché le immagini della stanza tendono a sovrastare tutte le altre sensazioni.
Progredendo nella pratica, si può provare ad osservare le sensazioni di due sensi contemporaneamente, poi tre e così via, in una pratica che diventa man mano sempre più difficile e addirittura estenuante, mentre la modalità iniziale di un senso per volta è rilassante. Cercare di osservare contemporaneamente tutti e cinque i sensi è come cercare di contrarre tutti i muscoli insieme: soprendentemente difficile e faticoso.
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