È esperienza comune che più si cerca con insistenza la felicità e più sembra sfuggire, come quando si desidera un temporale rinfrescante d’estate o un tiepido sole d’inverno.

Be’,  secondo la filosofia dello Yoga la felicità è un falso obiettivo. Quello vero è l’equanimità: il distacco dalle cose, la capacità di accettare tanto il buono quanto il cattivo della vita con lo stesso atteggiamento equilibrato. Ogni felicità porta con sé in dote una corrispondente infelicità, quindi più ci affanniamo per la felicità, più seminiamo anche il futuro dolore, anche quando conquistiamo ciò che desideriamo. Ad esempio, la conquista dell’amore più desiderato porta con sé tanto i momenti felici quanto le successive incomprensioni, i litigi piccoli e grandi, i sacrifici della vita familiare, la gioia di avere figli ma anche le apprensioni e le responsabilità relative.
Secondo la filosofia Yoga di Patanjali le sofferenze future possono essere evitate. Quelle passate invece non possono essere cancellate, ma possono essere sublimate con la purificazione dei difetti della mente attraverso la costante pratica di non violenza, moderazione dei costumi di vita, asana, pranayama e meditazione.
Il messaggio dello yoga, semplificando, è che il nostro benessere mentale, spirituale e fisico, se non la felicità, dipendono totalmente da noi, in particolare dalla nostra mente e dai nostri atteggiamenti. Non può arrivare da eventi esterni, quindi il peggior errore è aspettarsi la felicità dal lavoro, la casa, la cucina nuova, l’auto, il coniuge ideale, il successo, i beni materiali. Questo non significa che siano trascurabili. Semplicemente che vanno perseguiti ed accettati con distacco ed equanimità, accettando la bellezza del sole ma anche la bellezza della pioggia. È più facile dirlo che farlo, ma si può cominciare dalle piccole cose. Il piacere di mangiare un gelato è momentaneo. Il piacere di non mangiarlo, può durare tutta una vita.


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Yogasutra - Lo yoga reso facile
A cura di:
Gianni Da Re Lombardi

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