Yoga, cravatte e occhialini da piscina…
Pubblicato il 15-10-2008 da Gianni Da Re Lombardi in News, Pratica personale 1 Commento/Lascia il tuoYoga, cravatte strette e occhialini da piscina possono rappresentare un problema per chi è a rischio di glaucoma, secondo questa notizia ADN Kronos.
Nel caso dello yoga il potenziale problema è rappresentato dalle posizioni invertite, soprattutto se tenute troppo a lungo e senza adeguata preparazione, sia nell’ambito della sequenza, sia nell’ambito della preparazione fisica del particolare praticante.
Deve preoccuparsi, ovvero è opportuno che si sottoponga a periodica visita oculistica con misurazione della pressione oculare chi si trova in una o due di queste condizioni:
- E’ miope medio o forte
- Ha più di 45/50 anni
- Ha familiari o consanguinei che soffrono o hanno sofferto di glaucoma.
- Soffre di diabete
Potrebbe essere opportuno che si sottoponga a una visita di controllo ogni tanto anche chi, pur praticando da molti anni e godendo di una vista perfetta parenti compresi, intende inserire o mantenere nella sua pratica anche lunghe esecuzioni di posizioni invertite come sirsasana, sarvangasana, prasarita padottasana, soprattutto se ha più di cinquant’anni. Per “lunghe esecuzioni” si intende quando chi durante la sua pratica mantiene la posizione per alcuni minuti, da due a dieci. Nell’ambito di una sequenza ben calibrata, tenere per trenta secondi la candela non dovrebbe provocare problemi.
Ricordo che, quando si pratica una posizione invertita impegnativa come la candela (sarvangasana) o la posizione sulla testa (sirsasana), è sempre opportuno riposare in savasana o nella posizione del bambino (balasana, conosciuta anche come dharmikasana o sasankasana) per circa metà del tempo in cui si è stati nella posizione invertita.
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