Stamattina sono andato al Milano Yoga Festival, dove ho seguito la tavola rotonda su Yoga e Scuola, presieduta da Antonio Nuzzo. In realtà, più che una tavola rotonda era una serie di relazioni come in un convegno, durata dalle 10 fino alle 13.30 circa. Fra i relatori, Willy Van Lysebeth (figlio di André Van Lysebeth, uno dei grandi divulgatori dello Yoga in Europa a partire dagli anni ‘60) e Giovanna Melandri che, abbiamo scoperto, fra un impegno politico e l’altro pratica Yoga. Hanno inoltre parlato i rappresentanti di diverse associazioni e insegnanti che si occupano specificamente di progetti di inserimento dello Yoga dalle scuole primarie fino all’università.
Con alcuni alti e bassi (anche chi pratica pranayama e meditazione può essere messo a dura prova da oltre tre ore di relazioni verbali, senza pause, senza un programma scritto e senza supporti audiovisivi) il convegno è stato molto interessante perché ha delineato problemi e opportunità dello Yoga nelle scuole di ogni ordine e grado. Purtroppo nel corso del convegno nessuno ha indicato link o risorse in rete, per cui, almeno per ora, non posso riportarne a mia volta qui. Se ricevo o trovo informazioni, le pubblicherò volentieri.

Un problema di bambini, adolescenti e giovani delle ultime generazioni è che spesso si muovono poco, non sempre praticano sport, e hanno un rapporto non ben definito col loro corpo. La scuola italiana, dalle elementari fino all’università, fa poco per correggere questa tendenza. Lo Yoga, inserito come filosofia di vita, come esperienza e non necessariamente come materia specifica di insegnamento, potrebbe aiutare a risolvere questi problemi.
Da parte mia posso raccontare una mia esperienza. Ho avuto spesso occasione di tenere cicli di lezione su scrittura creativa, internet marketing e pubblicità. Negli ultimi anni ho spesso inserito esperienze di Yoga e di Yoga Nidra all’interno di alcune lezioni, particolarmente quando trattavo di creatività e di tecniche creative. Sono esperienze che hanno avuto sempre un grande successo fra gli allievi, sia nel caso di corsi di formazione per adulti, sia nel caso di studenti di liceo o istituto tecnico.
La cosa più sorprendente è scoprire quanto alcuni semplici movimenti del corpo possono essere sorprendenti per chi non ha nessuna pratica di Yoga, e scoprire inoltre come la maggior parte delle persone non ha nessuna consapevolezza del proprio respiro.
L’altra cosa sorprendente è scoprire che si può praticare Yoga persino fra i banchi di scuola, persino seduti su normalissime sedie.
Esiste da circa 10 anni una associazione che per prima si è dedicata con impegno allo sviluppo dello yoga in ambito scolastico denominata: ISTITUTO YOGAEDUCATIONAL ( yogaeducational@alice.it) che lavora in collaborazione con Università e Facoltà di scienze della formazione e pedagogisti per l’inserimento in modo organico dello yoga nelle didattiche moderne e per formare spceifiche figure di insegnanti yoga per bambini e ragazzi nelle scuole in accordo con la Federazioen Italiana Yoga che ha siglato un Protocollo d’Intesa con il Minstero della Pubblica Istruzione.
La direttrice del corso è Anotnietta Rozzi che insegna pedagogia yoga come materia alle università italiane e indiane.