Yoga per chi non ha tempo

Come diceva, a quanto pare, san Francesco di Sales, “Mezz’ora di meditazione al giorno è essenziale, salvo quando si è troppo occupati. In quel caso ci vuole un’ora intera”. Quando si hanno troppe cose da fare, ci sono due cose da fare prima di tutto:

1. Eliminare il superfluo e concentrarsi sul necessario;

2. Non trascurare gli spazi di recupero. Se lavori 16 ore per un giorno, magari fai di più. Ma se lavori così tanto tutti i giorni, ti bruci inutilmente e la produttività è molto  inferiore ad otto ore ben fatte, ben riposato.

Per chi non ha tempo (e per chi dice di non avere tempo) ecco alcuni esercizi per i quali non esistono scuse: possono essere fatti nei ritagli di tempo, o anche facendo altro.

  1. Rotazione della caviglia. Quando possibile, accavallare a turno le gambe e ruotare la caviglia in una direzione e poi nell’altra. Si può fare in qualsiasi momento quando si è seduti: non lo nota nessuno e comunque spesso quando si è seduti c’è un tavolo, una scrivania o un tavolo da riunioni che nasconono le gambe. Elasticità e flessibilità dei piedi sono importanti per camminare meglio, per la circolazione, per l’equilibrio. Portando tutta l’attenzione alla rotazione, diventa anche una forma di meditazione e di rilassamento che insegna il distacco dale preoccupazioni contingenti.
  2. Brahamamudra, o saluto ai quattro punti cardinali. Questo non sempre si può fare in mezzo alla gente, ma si può fare a rate, oppure fare in auto, in moto o (meglio) in bicicletta mentre si è fermi al semaforo. IN-spirando, giro lentamente la testa a sinistra (come per guardare a sinistra) arrivando più in là possibile senza sforzare; E-spirando, si torna al centro; IN-spirando si giro a destra; E-spirando si torna al centro; poi, se la circostanza lo consente, IN-spirando si guarda in altro; E-spirando si torna al centro; IN-spirando si guarda in basso verso l’ombelico; E-spirando si torna al centro. Se la circostanza non consente altro, ci limitiamo a guardare a sinistra e poi a destra (cosa che peraltro al semaforo è sempre opportuno fare); in caso contrario facciamo tutti e quattro i movimenti e relativi ritorni.
  3. Uttanasana. Piegarsi in avanti abbracciando le ginocchia o portando le mani alle caviglie (fuori dalla sala pratica non sempre è opportuno toccare il pavimento con le mani) fa molto bene ma non sempre si può fare in mezzo alla gente. Si può fare però in qualsiasi momento (salvo appena dopo mangiato), amche vestiti, anche con le scarpe, quando si è da soli. E come si fa per stare da soli se non si ha un ufficio tutto per sé? Semplice, si va in bagno o si va in una sala riunioni vuota. Oltre a distendere la schiena e allungare i muscoli posteriori delle gambe, Uttanasana accelera il ricambio sanguigno al cervello, portando ossigeno e drenando anidride carbonica. L’ideale per fare un break durante una riunione lunga e noiosa.

Si può praticare in qualsiasi momento, anche vestiti e con le scarpe, ogni volta che si è da soli (oppure fingendo di allacciarsi le scarpe...

Questi tre esercizi consentono a chiunque di iniziare a inserire qualche minuto di pratica anche nelle giornate più impegnative.

Gli esercizi ovviamente vanno adattati alle proprie condizioni fisiche e bisogna fermarsi quando si inizia a sentire disagio, e sospendere immediatamente l’esercizio se si sente dolore, oppure effettuare quelle modifiche che evitano il dolore. Ad esempio, se la schiena è molto rigida e non si arriva a toccare le punte dei piedi in Uttanasana, limitarsi a scendere fin che si può, lasciando pendere le braccia e la testa verso il basso.

Uttanasana si può praticare in qualsiasi momento e, se non riesci, non è necessario mettere la testa fra le ginocchia come fa la modella. Quando provi, osserva l’effetto della respirazione: l’E-spirazione rilassa il torace, mentre l’IN-spirazione lo irrigidisce.


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Yogasutra - Lo yoga reso facile
A cura di:
Gianni Da Re Lombardi

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